La storia, l'apparizione

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Il 2 luglio 1557 era una giornata molto calda e un popolano di nome Giovanni Chichizola, di ritorno da un viaggio a Genova, dove aveva venduto le sue mercanzie, arrivato sul monte Leto (monte di Ponzema) si accomodò all'ombra di uno sperone per un breve riposo. Dopo un breve sonno egli scorse vicino a sè una fonte di acqua limpidissima e accanto una tavoletta con raffigurato Il "Transito di Maria SS."
 
La notizia dell'apparizione si divulgò come un lampo e presto frotte di Pellegrini si recarono al monte di Ponzema che fu ribattezzato "Allegro", il ritrovamento del quadretto, le parole stesse che la SS.Vergine lasciò al Chichizola affinchè le riferisse ai rapallini “Questo piccolo quadro, portato per mistero angelico dalla Grecia, lascio loro come pegno di predilezione…” indussero la Chiesa a verificare i miracolosi fatti.
Il 6 agosto 1558 Mons.Egidio Falceta, Vicario generale dell‘Arcivescovo di Genova emanava decreti, in lingua latina, che confermavano la veridicità dei fatti.
I due documenti stabilirono che quanto prime fossero eretti una chiesa ed un ospizio per i pellegrini.
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La custodia delle offerte per i lavori fu affidata al sacerdote Antonio Merello, a Gerolamo della Torre, Ambrogio Castagneto, Ambrogio Cairolo (Queirolo), Giovanni Durante, Battista Chichizola, notaio, Nicola Raggio e Agostino Chichizola.
Il presule fu presente alla posa della prima pietra e la consacrò nel luglio del 1559.
Cento anni dopo una terribile epidemia di peste colpiva Genova e tutta la regione, morì un abitante su cinque, solo Rapallo si salvò (solo quattro morti in tutto), N.S.di Montallegro aveva fatto il miracolo proteggendo la Città.
Il 29 agosto 1657 si riunirono nella sede del Capitano i Consiglieri del Borgo e cioè Gio Batta Lencisa priore, Paolo Geronimo Bianco sotto­priore, Stefano Sartorio notaro, Gregorio Maino, Gio Batta Arrata notaro, Bartolomeo Fasciato notaro, e alla presenza del Capitano di Rapallo, Gio Pietro Grimaldi decisero quanto segue:
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“Considerato etiam prima d’ora la pretentione ha tenuto e tiene dal presente luogo la Santissima Vergine Maria del Monte Allegro e tante e si innumerevoli gratie havute da essa quale… ha con sì evidente miracolo conservato intatto questo luogo da ogni avversità, massime di contaggio di peste, …onde in memoria di tanta grafia e favore… hanno apperpetua memoria di ciò, ordinato di far solenne voto sì come fanno di perpetuamente santificare solennemente, sì come da cent’anni in qua s’è osservato, il giorno di detta Santissima Vergine…”. 
 
Il Voto allora deciso si perpetua ancora oggi come da secoli, infra l’octava di Luglio, con solenne cerimonia al Santuario.

    

I festeggiamenti civili

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La tradizione di onorare N.S.di Montallegro con "botti" e falò risale ai primi del'600, ne troviamo traccia infatti in questo documento datato 9 agosto 1617 attestante
 
"che si pagano a Ger. Bontempo lire tre e soldi sei per pretio di due arbori venduti alla comunità uno in honore di Maria S.ma del Monte, l’altro per il falò solito di S. Giovanni Battista”
e la prima traccia di sparate di mascoli risale a un atto dell' 11 ottobre 1619 che recita 
“…che non si potessero fare salve alcun si non pere i giorni del Sabato Santo, del Corpus Domini, di S. Giovanni Battista e per le solennità di luglio, e le salve dovessero essere fatte con mascoli e non con altro…”.
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 Ai festeggiamenti partecipavano allora come adesso i sei "Sestieri" in cui era diviso il Capitaneato di Rapallo: Borgo, corrispondente all’attuale centro delimitato dalla cinta ferroviaria, Pescino (ovvero il territorio compreso fra Portofino e Santa Margherita Ligure), Olivastro (San Michele, Costaguta, San Lorenzo, San Massimo e S.Andrea di Foggia), Amandolesi (territorio conispondente alle attuali frazioni di San Martino di Noceto, S. Maria del Campo, San Pietro di Novella, Montepegli, San Quirico e gli attuali sestieri di Cerisola e Cappelletta), Borzoli (che comprendeva San Maurizio di Monti, gli attuali sestieri di Borzoli e di Seglio, S. Ambrogio, Zoagli, Semorile e San Pietro di Rovereto) ed Oltremonte.
Oggi i Sestieri hanno cambiato le rispettive denominazioni (tranne Borzoli)e le aree di loro competenza così come le funzioni a cui sono chiamati, una però è rimasta tale e quale, quella di organizzare, secondo le antiche tradizioni, i festeggiamenti in onore di N.S. di Montallegro.
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I "Sestieri" moderni sono (in ordine di sparo): S.Michele, Seglio, Borzoli, Cerisola, Cappelletta, Costaguta.
 
I Sestieri infatti organizzano le "sparate" di mascoli seguendo gli antichi cerimoniali come ad esempio l'ordine di sparo, l'ordine con cui comporre i "reciammi" fino alla grandiosa sparata del "Panegirico"del due luglio.
A queste tradizioni secolari si sono aggiunti, negli ultimi decenni, gli spettacoli pirotecnici forse più spettacolari per un pubblico composto in stragrande maggioranza da "ospiti" ma sicuramente meno storicamente affascinanti.
A chiudere poi i festeggiamenti la sera del tre luglio la "sparata dei ragazzi" e lo spettacolare "incendio del Castello".
 
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