L'arte di scolpire l'ardesia

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L'ardesia (detta anche pietra di Lavagna) è una qualità di roccia estratta da secoli nelle cave della Val Fontanabuona. Si ritiene che l'ardesia fu utilizzata in principio circa duemiladuecento anni fa nella zona del Tigullio (ovvero nell'area compresa tra il comune di Lavagna e la Valle Fontanabuona), già bacino del paleo-oceano ligure-piemontese. Non a caso dal nome del popolo che abitava la zona - i Tigullii - viene fatto derivare il termine di lingua latina tegula, tegola.
Il suo impiego come materiale di copertura di tetti risale a tempi antichissimi ed ha avuto il suo apogeo nell'epoca medioevale e poi in quella del Rinascimento. L'uso dell'ardesia nelle opere d'arte è oggi limitato a pochi artisti ma un tempo era uso comune scolpire sulla pietra nera immagini devozionali o stemmi e fregi. In lavagna si conservano ancora poche opere che sono testimonianza di un'antica tradizione.
 
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Da qualche anno, a Rapallo, presso l’Accademia Culturale (la più antica d’Italia), esiste un corso di “Lavorazione Artistica dell’Ardesia”, dove è possibile apprendere l’antica arte della scultura a basso ed alto rilievo utilizzando la pietra locale: l’ardesia.
Nel Medioevo alcune scuole di scalpellini si specializzarono nella scultura di portali ed architravi, dando di fatto vita ad una lavorazione artistica rispetto al lavoro dello spacchino che, sfruttando la naturale spaccatura lamellare della pietra, realizzava lastre spesso utilizzate come tegole. Nel passato gli scultori dell’ardesia dovevano essere tantissimi; ne sono testimonianza gli innumerevoli lavori da essi realizzati, spesso vere e proprie opere d’arte, che ancora sono presenti in tutto il Genovesato, Genova ed il Tigullio. Questa antica arte è in pratica andata perduta; oggi questi lavori sono eseguiti in laboratori con i pantografi, ed il lavoro manuale, artigianale ed artistico, che implica ispirazione e creatività, è andato a morire.
Il corso, che si tiene all’Accademia Culturale di Rapallo, presso la sua sede nella prestigiosa Villa Queirolo, ha proprio lo scopo di far rivivere questa attività artistica perduta, valorizzando al contempo la nostra ardesia, nella sua lavorazione artistica. I primi frequentatori del corso erano scettici sulle loro capacità di riuscire a lavorare la pietra (in effetti pensare di dominare un materiale così duro, resistente e forte come la pietra, può creare qualche perplessità), ma sotto la direzione dell’insegnate Pietro Burzi, sono riusciti a realizzare dei lavori molto belli, che hanno lasciato stupiti i visitatori della mostra tenutasi a fine corso.
Il corso è composto anche da una parte teorica: spiegazione dell’attrezzatura; delle caratteristiche delle pietre e, per chi lo desidera, visita ad un’antica cava di ardesia, alle cave di marmo a Carrara, ecc.
Quest’anno il corso è arricchito anche dalla lavorazione a graffito sull’ardesia, pietra che si presta particolarmente a questa tecnica. Questa attività scultorea, a differenza di quello che si pensa, è adatta a chiunque e non richiede fatica. Gli attrezzi ed il materiale sono forniti dall’insegnante, ed è possibile senza impegno partecipare ad un paio di lezioni di prova.
Non esiste una data di inizio corso, in quanto l’insegnamento è individuale a seconda delle capacità e difficoltà di ognuno.
Il corso si svolge il lunedì mattina dalle ore 9 alle 12. Per informazioni contattare il numero: 328 9091306.
 
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